Ognuno ha il suo senso di colpa

Spesse volte, però, non si tratta di vera e propria colpa, ma di un qualcosa che si chiama senso di colpa. Il senso di colpa si distingue dalla colpa perché ci annuncia che le cose potrebbero non andare come vorremmo, ma ancora non si è certi di come possano concludersi. È una sorta di stato anticipatorio della colpa vera e propria. Mentre, la colpa si manifesta a cose avvenute, quando non c’è più nulla da fare.

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Qual'è il tuo problema?

Sui problemi piccoli e grandi della vita sono stati scritti libri e persino girati film e rappresentazioni teatrali. È quindi riduttivo basarsi solo su ciò che scriverò in questo breve articolo; cercherò di essere essenziale, di fornire il quadro e di dare spunti di riflessione

Una vita senza problemi apparentemente potrebbe sembrare migliore, in realtà sarebbe una vita piatta. I problemi devono sussistere e le aspettative anche, come l’esigenza di vincere, altrimenti l’uomo non sa di cosa godere.

Il problema nasce quando il problema diventa troppo grosso, ossia quando quel qualcosa che ci ha sollecitato il desiderio non può essere posseduta, oppure quando quel qualcosa la possediamo e non la desideriamo ed è qui che nasce il problema.

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Tu cosa stai rifiutando?

L’altra sera sono uscito a cena con una mia cara amica. Benché abbia apprezzato l’ottima compagnia e il ristorante, al mio rientro a casa mi sentivo un po' scarico.

Poi riflettendo sulla serata, mi sono reso conto che abbiamo passato la maggior parte della serata a parlare del mio nuovo percorso lavorativo, per lo più era lei a pormi domande sulla comunicazione analogica e la psicologia analogica in generale e nonostante il suo apparente interesse alla materia, la mia amica si era rivelata brillante nello smontare qualsiasi libro, concetto, metodo o approccio comunicazionale di cui io avessi letto, studiato o sentito parlare.

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Il simbolismo comunicazionale

Nel precedente articolo ti ho parlato delle tipologie psicologiche dell’individuo. Queste tipologie si identificano con dei simboli archetipici: “asta, cerchio e triangolo”. Questi nomi non sono casuali, infatti l’individuo secondo la tipologia di appartenenza ha un atteggiamento che rispecchia appunto questi simboli.

Questo simbolismo è il linguaggio emotivo decodificato dalla Psicologia Analogica e rappresenta le chiavi di accesso ai sistemi mentali che governano l’individuo.

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Io bambino, inconscio, istinto… o geometria?

Sin dalla nascita, le figure significative sono indubbiamente i genitori che a prescindere dal loro comportamento occuperanno per tutta la vita dell’individuo un posto di rilievo per l’inconscio.
L’origine della conflittualità con uno o l’altro genitore si forma sin dai primi giorni di vita (oserei dire anche prima...) nel grembo materno. Ovviamente questa conflittualità è nella percezione dei genitori da parte del bambino. Quello che voglio intendere è che è sempre la percezione del bambino a decidere il genitore conflittuale.

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Gesti e atteggiamenti che parlano da soli

Se tu dicessi la verità assoluta a tutti, che cosa succederebbe? Se ti rivolgessi alle persone con le esatte parole che ti passano per la mente, quali conseguenze ci sarebbero? Prova ad immaginare le seguenti situazioni:
     Al tuo capo: “Buongiorno signor Testa di m…… !!”
     Al tuo vicino o vicina: “Grazie per avermi aiutato a portare su la spesa. Hai un bel sedere ma da chi diavolo vai a farti i capelli?”
     A tua suocera: “Che gioia rivederti, vecchia rompiscatole impicciona!!”

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La comunicazione non verbale - CNV

Una donna che si annoda i capelli su un dito, giocherellare con l’anello o con la collana, grattarsi la nuca, un sopracciglio, accarezzarsi il collo, aggiustarsi un polsino, la cravatta, aprirsi o chiudersi la giacca e numerosi altri comportamenti simili, sono tutti segnali che produciamo di continuo, centinaia di volte al giorno, lo facciamo quasi interamente senza rendercene conto e senza l’intenzione di tramettere alcunché.
Solitamente nelle nostre interazioni quotidiane ignoriamo e giudichiamo questi segnali senza alcun senso, purtroppo però questo non significa che questi segnali non vengano colti e che non producano effetti. Questo processo avviene per lo più, al di fuori della nostra consapevolezza.
Perché questo succede?

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IL POTERE DELLA COMUNICAZIONE PERSUASIVA - Introduzione del libro -

Sono molte le attività di tutti i giorni che ci portano a comunicare o a conoscere altre persone.  Al bar, in vacanza o in qualsiasi altro luogo che ti viene in mente, per lavoro o per piacere c’è sempre la necessità di comunicare.

Ma, nel momento in cui comunichiamo per proporre il nostro business o proporre noi stessi per amore o per amicizia, quanto del nostro atteggiamento e quante delle nostre parole sono in grado di persuadere il nostro interlocutore? E quanto di tutto questo riesce a tenerlo incollato alla tua conversazione mantenendo alta la sua attenzione spingendolo a compiere azioni che portano benefici alla tua attività di business o seduttiva?

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Uso delle storie e delle metafore (estratto del libro "IL POTERE DELLA COMUNICAZIONE PERSUASIVA") In evidenza

Un altro modo efficace e interessante di produrre una stimolazione ed una risposta inconscia è quello di usare una storia o una metafora, meglio ancora se sono delle metafore incluse in una storia personale.

Secondo la tipologia dell’interlocutore si crea l’introduzione e il concetto da inserire.

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Stimolare l’inconscio In evidenza

Sigmund Freud è stato il primo studioso ad avere l’intuizione che l’inconscio è la parte irrazionale della psiche e teorizzò che la psiche umana è divisa in tre parti:

  • l’Es, che è scaturita dall’ambiente sociale in cui si nasce o da un’eredità genetica;
  • l’Io, che è regolato dal rapporto che si ha con la realtà;
  • il Super Io, la parte più nobile della nostra psiche che si plasma in base alla coscienza, ai modelli e agli ideali di una persona.
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