Lunedì, 15 Gennaio 2018 18:36

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 (Tratto da "Inside and Outside - Carisma e Persuasione)

Ogni conversazione si svolge effettivamente su due canali: quello verbale (il contenuto), e quello non verbale (gesti e movimenti del corpo, il tono della voce, prossemica), in pratica l’espressione della nostra emotività.

Se i due canali sono allineati, puoi essere persuasivo un autentico comunicatore e quindi carismatico. Se non sono allineati il tuo interlocutore crederà inconsciamente alla comunicazione non verbale. In pratica quello che dici non è coerente con i tuoi gesti, espressioni, tono e di conseguenza non sembri autentico. La persona con cui conversi crederà che stai fingendo, nascondendo qualcosa, o non completamente presente.

La maggior parte di noi, prima di un incontro tende a pensare cosa dire razionalmente e, quando dobbiamo affrontare una conversazione o un discorso importante ci preoccupiamo molto del contenuto, della linguistica. Raramente pensiamo al secondo canale della conversazione: il linguaggio del corpo. Poi quando la comunicazione non va come avremmo voluto, siamo sorpresi e non capiamo il perché.

In passato ti è sicuramente capitato almeno una volta di aver avuto una conversazione in cui le tue parole erano sincere e che pur dicendo cose giuste non hai convinto il tuo interlocutore. Il motivo è che i due canali erano in conflitto, tra loro non c’era coerenza. Con la bocca dicevi una cosa ma con il corpo ne dicevi un’altra.

Il canale non verbale, quello che io chiamo la seconda conversazione, ad un occhio allenato è come se fosse uno di quei programmi con i sottotitoli ed è molto più importante del canale verbale, in quanto è sicuramente quello più sincero e naturale.

Durante una conversazione tra individui il canale non verbale non solo trasmette la coerenza delle informazioni verbali, esso è l’espressività delle emozioni, quindi comunica molto di più, svela disagi, desideri inappagati, bisogni insoddisfatti, nonché i punti distonici e conflittuali. Un esperto di comunicazione emotiva usa queste informazioni per avere una conversazione brillante e coerente, quindi trasmette fascino e di conseguenza carisma.

Oggi la ricerca su come funziona il cervello sta compiendo passi da gigante, cresce in profondità e raffinatezza, si comprende sempre di più l’importanza delle nostre reazioni emotive, non solo per migliorare la comunicazione, anche per il benessere personale.

Stiamo ancora imparando a conoscere il cervello, ma è chiaro che il nostro il normale modello di lavoro quotidiano è un po’ “antiquato”.

Molte persone pensano che siamo esseri relativamente razionali. Facciamo un pensiero, decidiamo di agire in base ad esso, quindi inviamo istruzioni al nostro corpo per agire, e lo facciamo. Quindi, per esempio, ci svegliamo il mattino e pensiamo: "Ho bisogno di una tazza di caffè", Il nostro cervello allora incarica il nostro corpo di andare in cucina, preparare il caffè, prendere la tazzina dalla credenza della cucina, la moka, prepariamo il caffè e ci serviamo.

Ma in realtà non funziona in questo modo per la maggior parte del tempo. Otteniamo impulsi non verbali per molte delle cose importanti che ci guidano: relazioni, sicurezza, bisogni emotivi, paure, desideri, incontrare nuove persone, vedere vecchi amici e così via.

Il nostro corpo reagisce immediatamente agli impulsi emotivi, e poi, un po’ “più tardi”, formiamo un pensiero consapevole su cosa stavamo facendo. È come se la nostra mente razionale stesse spiegando a noi stessi “dopo il fatto” che cosa è accaduto. Quell'intento viene da qualche parte nel profondo del cervello, dove nasce il pensiero cosciente. E quel bisogno, arriva da quello che alcuni chiamano il cervello limbico che governa le nostre vite apparentemente razionali.

 

Siamo tutti inconsciamente esperti nel leggere il linguaggio emotivo dell'altro

Come avrai sicuramente letto nel mio ultimo libro “Inside and Outside – Libro Primo”, abbiamo imparato ad un'età molto precoce a comunicare e capire a livello inconscio il linguaggio non verbale.

Quando le nostre vite dipendevano dal ricevere cibo, amore, riparo e pannolini asciutti, comunicavamo in modo emotivo e comprendevamo istintivamente le intenzioni dei nostri genitori e questa dote innata ci è rimasta, ma purtroppo crescendo viene offuscata da “interferenze sociali”.

Tuttavia, alcuni di noi sono bravi a comprendere consapevolmente questo tipo di linguaggio. Ma si limitano a farsi impressioni e attribuire intenti all'altra persona.
Quindi durante il dialogo pensano: “non gli piaccio molto, o… sta cercando di fregarmi” oppure, l’esatto contrario! Ed è proprio a questo punto che inizia la “conversazione incoerente”. È a questo livello di intenti che il “non verbale” inizia l’inevitabile ascesa verso l’incoerenza conversazionale.

Ora se proietti questa incoerenza in molte importanti aree di interesse umano e ci aggiungi l’esperienza inconscia nel leggerlo, ottieni un paradosso quando inizi a pensare di migliorare le tue capacità come comunicatore. Ora mi spiego meglio…

Ecco il problema. Se inizi a pensare seriamente al tuo non verbale perché vuoi controllarlo e renderlo in linea con il tuo contenuto verbale in modo da essere persuasivo, autentico e persino carismatico, ti imbatti in un problema: stai pensando coscientemente a una attività inconscia, questo rallenta il linguaggio del corpo e lo rende incoerente.

Le persone intorno a te, quegli esperti inconsapevoli, sentono che qualcosa non va, ma non riescono precisamente a capire il problema. Penseranno a qualcosa come: non è sincero, mi sembra una persona falsa, o cose simili. Non ti diranno che la tua comunicazione è incoerente, perché non sono consciamente consapevoli di ciò che sta succedendo.

Se cerchi di controllare il tuo linguaggio del corpo a livello di pensiero cosciente, saranno le parole pensate a gesticolare. E sembrerà tutto sbagliato. Questo è un problema per qualsiasi leader che sa che deve comunicare efficacemente nei giorni buoni e cattivi, nervosi o meno e preparati o no, non può permettersi di apparire non autentico perché sta pensando troppo a provare di sembrare reale.

Grazie alla mia passione per il comportamento umano, le ricerche, ma più di tutto l’esperienza con il dott. Benemeglio e il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica ho dato un senso ai miei continui sforzi per rendere la comunicazione più brillante e coerente possibile, anche in situazioni di stress.

In quest’opera ti passerò le informazioni necessarie per trasformarti in un comunicatore potente, persuasivo, autentico e carismatico. Che tu stia facendo conversazione, stia partecipando ad una riunione di lavoro, o tenendo un discorso ad un migliaio di persone.

Imparerai a risolvere il problema della coerenza comunicativa a livello emotivo, come un attore che si prepara ad un ruolo. Ti insegnerò come stare il più vicino possibile alla tua parte inconscia. Con dei passaggi che ti indicherò dal più semplice al più complesso che intraprenderai per imparare a comunicare in modo autentico e carismatico.

goleman

 


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 LA COMUNICAZIONE ANALOGICA, IPNOSI DINAMICA, FILOSOFIA ANALOGICA E FISIOANALOGIA SONO UN'ESCLUSIVA DELL'ISTITUTO DI PSICOLOGIA ANALOGICA E DI IPNOSI DINAMICA CID CNV, FONDATO DA STEFANO BENEMEGLIO NEL 1978. (www.istitutopsicologiaanalogica.it)

LE POCHISSIME NOZIONI DI PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA (PNL) SONO UN'INIZIATIVA DEL RELATORE, LA COMUNICAZIONE ANALOGICA E' UNO STRUMENTO POTENTISSIMO CHE GIA DA SOLO DA RISULTATI ECCELLENTI.



Pietro Sangiorgio

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