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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 22:25

Le qualità di un comunicatore

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Tratto da: PNL Practitioner Gratis

Secondo gli studiosi di neuroscienze i grandi comunicatori hanno delle caratteristiche comuni. Queste caratteristiche ormai, sono state studiate a fondo e anche insegnate nella pratica di tutti i giorni. Ormai sul piano scientifico diventa impossibile avere anche dei dubbi.

A me interessa di più la pratica ed è lo scopo di questa lezione. I punti chiave che pratico e da cui ho tratto grande giovamento nella mia comunicazione di ogni giorno. Sono dei punti molto pratici ma che hanno grande validità scientifica.

Infatti inserirò vari riferimenti a libri da leggere e corsi che potresti seguire. Difficile? Si lo è! Ma se vuoi risultati veri la fatica è necessaria.

Nota bene, in questo corso come ti ho già accennato all’inizio, imparerai le basi per essere un ottimo comunicatore. Ti dico sin da subito che per la maggior parte delle volte in base al tuo intento finale, probabilmente dovrai cambiare il tuo atteggiamento che non dovrà più essere quello che avevi all’inizio.

Ad ogni fase della comunicazione e a seconda del tuo intento finale il tuo atteggiamento si dovrà adeguare, devi essere camaleontico. In questo corso online ci occuperemo solo della prima fase, cioè creare empatia e una discreta sintonia.

Umiltà

Un mio grande maestro di comunicazione, che è riuscito ad aiutare moltissime persone, è molto ben voluto e stimato, si alza tutte le mattine alle 6 per studiare e fare ricerche, un pomeriggio mi disse: “Vedi Pietro, pochissimi al mondo aspirano a diventare ottimi comunicatori, perché alla base di tutto, ci vuole l’umiltà e il continuo allenamento. Ma per chi ce la mette tutta, ci sono grandi spazi di crescita, perché ha poca concorrenza.

Dopo aver sentito questa frase, mi son detto: “Bene, se pensavo di diventare un buon comunicatore, sono già fuori strada.
Un grosso errore che ho fatto spesso è proprio questo. In realtà uno dei principi sani, della comunicazione efficace, ci dice che se vogliamo sapere, se veramente il nostro messaggio è passato, dobbiamo avere un certo tipo di risposta. Se la risposta è negativa basta cambiare strategia.

Esempio. Scrivo qualcosa su Facebook e poi ricevo una valanga di critiche e proteste. Tendenzialmente il mio cervello si difenderà, dicendo che sono gli altri che sono scemi.

Mentre, se voglio diventare un ottimo comunicatore, mi devo chiedere: “Che tipo di comportamento ho messo in atto, che ha indispettito così tanto le persone? E come posso cambiare quel comportamento?

Questa è la fase più complicata perché il cervello si difenderà. Le neuroscienze insegnano che la nostra mente è fatta per la conservazione degli schemi mentali, la maggior parte degli esseri umani rifiutano il cambiamento.

Ma comprendere e accettare che la comunicazione è composta da due strade, la mia e quella dell’altro, è stato il primo passo per migliorare il mio apprendimento delle scienze comunicative.

Il mio interlocutore, gli utenti alle riunioni o il pubblico che ascolta il mio eloquio, reagisce al mio modo di comunicare, io posso essere convinto di dire le cose giuste e parlare nel modo adeguato, ma se non rispetta e rispecchia la visione di mi ascolta, difficilmente riuscirò nel mio intento.

Creare Relazione

Ora ti vorrei raccontare una storia personale. Un giorno come un altro in un bar vedo entrare una bella ragazza. La osservo da lontano mentre stavo bevendo il mio caffe.

Noto, che oltre ad essere bella è anche estremamente gentile e affabile. Insomma non se la tirava.

Si prende un caffè e si siede al tavolino poco distante dal mio. Io mi alzo come per andare via e passandole vicino le dico: “Ti prego di scusarmi, ho notato che sei molto gentile con tutti e mi farebbe molto piacere offrirti io il caffè” Lei sorride. Quindi mi accingo ad andare al banco a pagare, lei mi chiama e mi dice: “Ma hai fretta? ti puoi fermare a fare due chiacchere se vuoi”.

Sinceramente un po’ di fretta ce l’avevo, ma come spesso capita, non perdo mai l’occasione per conoscere una bella ragazza.
Insomma in pochi minuti ne è nata una bella sintonia. L’età è molto a mio sfavore quindi cerco di mantenere il rapporto a livello amicale. Ancora ad oggi ci sentiamo e qualche volta ci beviamo un caffè insieme.

Ti ho raccontato questa breve esperienza perché mentre preparavo questo corso mi è venuto in mente che ci sono in giro molti studiosi che ti spiegano come creare rapporto con le persone e lo fanno sembrare un dono riservato a pochi eletti.

A mio avviso, è molto più semplice di quello che sembra. Secondo me un modo immediato, per creare un ottimo rapporto con gli altri, è levarsi un po’ di sano egoismo comunicativo e interessarsi onestamente al tuo interlocutore.

Attenzione però all’incoerenza non verbale, perché se fai finta la maggior parte delle persone lo capiranno.

Infatti il tono di voce e il linguaggio non verbale dicono sempre la verità. Magari tu non ne sei consapevole ma l’altro lo sente.

Un altro modo semplice, per creare da subito, ottimi rapporti, può essere quello di guardare dolcemente negli occhi le persone. L’occhio è lo specchio dell’anima.

Di certo se hai uno sguardo serio e chi ti guarda percepisce che sei arrabbiato o irritato, già metti una bella barriera.

Ovviamente dirai “Ma io non sono arrabbiato è la mia faccia, sono serio” o come dice il mio amico Angelo “Che ci posso fare… mi disegnano così!”.

Di sicuro hai ragione, ma con la ragione ci fai poco. Ti devi allenare ad essere ed apparire più gioioso, allegro ma senza fare il pagliaccio, un atteggiamento positivo insomma.

Congruenza

Un giorno mi trovavo in treno, tornavo da Milano per un appuntamento di lavoro. Ad un certo punto mi si avvicina una signora che mi tocca una spalla e mi dice: “io la conosco, l’ho già vista da qualche parte” io accenno un sorriso e le dico “Non so, io non ne sono sicuro, magari mi scambia per qualcun altro” ma lei insiste e sedendosi al posto di fronte al mio mi rassicura che prima di arrivare a Varese le verrà in mente.

Mi fissa per qualche secondo e poi tira fuori dalla borsa un libro, non ci posso credere il libro era “Inside and Outside – Libro Primo”. Allora io la guardo e le sorrido, non come prima, il mio era un sorriso da soddisfazione, mi sentivo eccitato. Quindi le dico “Signora mi scusi, ho capito deve ci siamo visti, o meglio; dove credo mi abbia visto”. Lei “Vede, ne ero sicura, dove dove”, io le chiedo di girare il libro che ha in mano e di guardare la foto sul retro.

Dopo una decina di minuti che parliamo, mi dice: “Sa è la prima volta che parlo con una persona che ha scritto un libro.” Noto in lei quasi una certa delusione nei suoi occhi. Credo che le sue aspettative, nei miei confronti, fossero diverse. Continuiamo per un paio di minuti il discorso e poi se ne va. Dopo quella frase ho sentito del gelo nel rapporto e pur avendola rivista in città, il rapporto è rimasto molto formale. Probabile che il mio modo di comunicare non le sia piaciuto. Comunque ho riflettuto molto su questa vicenda.

Ho pensato che per essere ottimi comunicatori la coerenza è la prima cosa. Probabile che io abbia mandato un messaggio incongruente alla signora. Capita. Io credo che sia stato il fatto che il libro che stava leggendo è impostato per lo più sulla seduzione e probabilmente si aspettava da me un atteggiamento forse più seducente, mentre io ho avuto un atteggiamento forse “tranquillo”, la signora pur essendo ben conservata non stimolava il mio istinto seduttivo.

Forse leggendo libro si è fatta un’immagine di me e si aspettava che avessi quel tipo di atteggiamento con chiunque. In realtà il nostro atteggiamento cambia a seconda dell’intento (che esso sia cosciente o meno) e dello stato d’animo che questo crea.

Allora mi son chiesto come posso essere più congruente? Ma come si può essere più congruente tra quello che si dice e quello che si fa? Beh, con ricerche, studi e sperimentazioni, ho raggiunto dei buoni risultati. Nel libro Carisma & Persuasione (attualmente in stesura) parlo di alcuni esercizi da fare per aiutarsi raggiungere la coerenza comunicativa.

Oltre gli esercizi che propongo nel libro “Inside and Outside – Carisma & Persuasione” c’è quello di svolgere 3 minuti al giorno di test allo specchio e vedere che tipo di messaggi comunicativi mandiamo. Poi chiediamo ad amici intimi e di cui ci fidiamo, cosa ne pensano del nostro modo di comunicare. Se ci vogliono bene e sono onesti con noi, ci diranno cosa va e cosa non va, ovviamente secondo il loro punto di vista.

Su cosa non va probabilmente ci rimarremo un po’ male, ma almeno potremo comprendere le nostre reali capacità e limiti nella comunicazione. Possiamo chiederlo anche a più di una persona e noteremo dei fili conduttori su cui lavorare.

Raccontare Storie o Metafore

Fin dall’antichità, raccontare storie o metafore ha sempre funzionato. Basta guardare testi antichi come la Bibbia. In realtà son tutte storie, ma perché raccontare storie funziona? Perché la nostra mente è affascinata dai racconti e diversi studi dicono che quando ascolti storie o racconti si innesca il cervello emozionale.

In pratica nella mente si aprono delle porticine e ritorni facilmente nei tuoi ricordi. Quindi meglio raccontare storie a lieto fine o positive, in modo tale da regalare agli altri dei momenti di piacere e sollievo.

Anche la qui la scienza ammette che le persone che sanno comunicare emozioni positive, come i comici o i cantanti, hanno un successo incredibile, proprio perché noi tutti abbiamo bisogno di nutrirci di emozioni positive.

Veniamo associati come affabili, onesti e sinceri. Tutte qualità che ci possono far diventare comunicatori eccellenti. In realtà, a tutti noi piace stare vicino a persone affabili oneste e sincere.

Quindi fai pratica nel raccontare storie, con i tuoi amici, i tuoi familiari, il tuo partner, con la pratica diventerai sempre più bravo e naturale. Io in realtà sino al 1998 non ero in grado di raccontare storie. Poi mi capitò per le mani un libro “Le metafore nel colloquio clinico” di Richard Kopp, l’autore spiega l’utilità delle storie e delle metafore per produrre un cambiamento positivo nei clienti del terapeuta.

Creare un’immagine mentale raccontando delle storie e delle metafore inerenti al problema denunciato aiuta a esplorare e ad approfondire le cause responsabili e a risolvere il disagio. Lo stesso per incoraggiare il soggetto a modificare credenze e convinzioni dannose.

Questa tecnica viene spesso usata anche nella psicoanalisi e nell’ipnoterapia ericksoniana. Quindi mi chiesi, perché non usarla in comunicazione? Poi durante il mio percorso di studi scopri che in realtà non avevo scoperto niente, già tanti studiosi di PNL usavano e insegnavano questa tecnica prima di me. Questo però ha solo confermato che la mia intuizione fosse giusta.

Emozionare E Rendersi Piacevole

In passato mi son sempre chiesto: perché certi cantanti funzionano e altri no, perché certi comici funzionano e altri no, perché certi imprenditori funzionano e altri no. A mio avviso il segreto di tutto è la piacevolezza. Cioè il piacere di fare quello che si sta facendo e far stare bene i tuoi interlocutori.

Faccio un mio esempio personale. Sino ad un paio di anni fa non avevo nessuna intenzione di aprire un blog, perché il blog comporta scrivere e avere una certa continuità. Pensavo di essere maggiormente portato alla parola immediata e non alla scrittura. Invece, mi son messo a scrivere e mi sono talmente appassionato che alla fine ho iniziato anche a scrivere libri. Ho fatto dei corsi da copywriter (che non serve solo per la pubblicità) e devo dire che mi piace molto. Trovo che la comunicazione via web con un blog sia molto interessante perché ti puoi esprimere senza dover per forza essere sempre sintetico e banale.

Da questa esperienza ho tratto un insegnamento per me: se fai una cosa che ti piace e ti emoziona, avrai più facilmente risultati, perché dall’altra parte respirano questa tua emozione. E cosa molto più importante, sei coerente, si questo vale per la scrittura, la coerenza è importantissima per qualsiasi forma di comunicazione.

Questo è un altro pezzo del puzzle che una volta terminato creerà le basi per farti essere un buon comunicatore. Alla fine di questo percorso ti spiegherò come e perché assemblare le tessere del puzzle per creare delle strategie comunicative eccezionali.

Prepararsi a Rispondere a Dubbi e Domande.

Come diceva Theodore Roosvelt: “Il Mondo è pieno di resistenze”. Per quanto tu possa essere bravo ad esporre le tue idee, attorno si generano comunque delle resistenze.

Ed è giusto che sia cosi, perché ciascuno di noi è diverso. Ho imparato sulla mia pelle che essere impreparati a gestire le obiezioni è deleterio per il lavoro e in famiglia.

Quindi prendo un foglio di carta e scrivo tutte le obiezioni che potrebbero farmi, quando devo proporre una mia idea. Penso ti sia capitato di proporre una tua idea a qualcuno, oppure di avere un colloquio di lavoro o solo chiedere ad una persona di uscire con te e di sicuro avrai incontrato delle resistenze.

Per quanto mi riguarda, cerco di comunicare la mia idea con esempi pratici e soprattutto preparo tutte le domande, anche quelle più insulse che potrebbero farmi. Un modo importante per approcciare le obiezioni è quello di pensare che se una persona ti fa una domanda, vuol dire che è interessata.

Quando mi capita di ricevere delle obiezioni, rispondo cosi: “Ah, eccellente domanda” e dico il mio punto di vista. In questo modo il mio interlocutore si sente più accolto e sento che la comunicazione fluisce molto di più. Direi che l’unica cosa che ti resta da fare adesso e di sperimentare e poi mi dici se ha funzionato oppure no.

Allenarsi spesso

Le grandi menti della comunicazione dicono che è un’arte. E credo sia proprio così. C’è stato un periodo in cui non ho potuto approfondire i miei studi e infatti le mie soddisfazioni, lavorative e personali, sono notevolmente calate.

Ora leggo la media di un libro al mese e applico le tecniche tutti i giorni, o per lo meno quando mi è possibile. E comunque facendolo come lavoro, cioè scrivere e tenere corsi di formazione, mi ha aiutato molto a diventare spontaneo nel pormi “correttamente comunicativo” nei confronti dei miei interlocutori.

Molte volte abbiamo estrema ammirazione per le persone eccellenti nel loro lavoro, ma raramente pensiamo che sia anche questione di tanto allenamento e tanta fatica.

Poi questa credenza si accentua di più in Italia, dove anche il mondo dell’impresa soffre di parecchia improvvisazione e dove si vorrebbero vedere i risultati oggi per domani ma senza fatica ed impegno.

Pensa che secondo dei dati statistici, l’Italia è sotto il 2% delle persone che studiano e si formano sulla comunicazione. Una vera tristezza. Se solo la formazione sulla comunicazione fosse accessibile facilmente a tutti, secondo me si risolverebbero almeno il 60% dei problemi di questa nazione.

Comunque suggerisco vivamente di allenarsi anche solo per pochi minuti al giorno, cosa che è pratica e valida per qualsiasi cosa tu voglia ottenere.

Se vuoi diventare un buon comunicatore, devi studiare sempre e praticare. Se sei già bravo, perché accontentarti? Si può sempre migliorare.

Assumersi Le Proprie Responsabilità

In un vecchio film, “Un americano a Roma” il protagonista della storia (Alberto Sordi) è un ragazzaccio romano, che sogna di ballare con i più grandi ballerini al mondo e di solcare i grandi palcoscenici americani. Invece attribuisce i propri insuccessi a una fantomatica, quando improbabile, malattia che avrebbe avuto da bambino e che lo avrebbe bloccato, a suo dire, per tre anni.

Capita a ogni uno di voler giustificare un risultato non utile gettando la responsabilità lontano da sé. I risultati sono dati dalle scelte e dalle azioni che riusciamo a mettere in campo. Tali scelte e azioni possono essere intraprese da noi stessi. Anche in questo caso assumere la responsabilità dei propri risultati significa concedersi la possibilità di imparare dagli errori, per evitarli.

Parlare In Pubblico

Altro tema che mi piace molto. Pensa solo che fino a qualche anno fa mi tremavano le gambe quando dovevo fare anche solo delle riunioni di lavoro con 5 o 6 persone.

Ora svolgo conferenze anche con più di 60 persone e tengo corsi di formazione davanti alla telecamera con ottimi risultati. Anzi ti devo dire che mi piace sempre di più parlare con gente viva davanti.

Sulla questione parlare in pubblico se ne sono dette tante, forse troppe, e il timore di parlare in pubblico si è autoalimentato nella testa delle persone. Ti dico questo perché vorrei solo sfatare un pregiudizio molto in voga, cioè che per parlare in pubblico ci voglia un talento particolare.

Capisco questo pregiudizio che appunto avevo anche io. Invece succede spesso, come quando si fa uno sport. Se lo fai da solo e senza preparazione di certo farai schifo. Se lo fai accompagnato da un coach e ti alleni costantemente avrai grandi soddisfazioni.

Gratitudine

Da molti studi scientifici svolti, solo pronunciare la parola grazie aiuta i neuroni a rimettersi in ordine, perchè avviene una piccola scarica di endorfine. Pensa che i neuroni predisposti a tale lavoro si chiamano neuroni specchio e sono stati scoperti in Italia dal Professor Rizzolati.

Basti pensare a quelle volte chi ci siamo sentiti dire la parola grazie da una persona che ci voleva bene oppure anche da una persona che ha apprezzato il nostro lavoro. Ci capita spesso e ci riesce molto facile pronunciare parole molto pesanti nei nostri confronti e nei confronti delle persone con cui viviamo.

La scienza ha dimostrato che queste parole rovinano la nostra mente e il nostro sistema nervoso. Quindi almeno pronunciamo questa benedetta parolina solo per il gusto di stare bene noi.

Ma la cosa più potente è che pronunciata con onesta e sincerità ci fa aprire molte porte inaspettate. Provare per credere. A chi non piacerebbe lavorare con persone carine che ti sanno gratificare? Molte volte per un certo tipo di cultura iper e anti educativa pensiamo che criticare noi stessi e gli altri faccia addirittura bene. Ma dimmi la verità: quando ricevi una critica anche giusta… stai bene?

Social Si o No?

I social purtroppo negli ultimi due anni stanno diventando la sputacchiera emotiva di molti. Posto articoli come questo, altri con foto e cerco di comunicare con precisione e passione. Ma onestamente vedo che va sempre peggio perchè continuano ad essere usati come sputacchiera emotiva o politica, senza che le persone si rendano conto che quelle stesse espressioni sono rivolte a loro stesse. Se ti va di rimanere sui Social usa molte immagini e poche parole.

Poi ogni tanto scatenati, se ti piace scrivere come faccio io. Ma scrivi di cose utili che possono aiutare chi ti segue, a comprendere di più di quello che fai e come lo fai.

Altri presupposti della Comunicazione:

1. La mappa non è il territorio
2. Ogni persona crea la propria esperienza
3. Mente e corpo si influenzano a vicenda.
4. Ogni persone compie sempre la scelta migliore
5. Ogni persona funziona perfettamente.
6. Il fallimento non esiste, esistono i risultati
7. Non si può non comunicare.

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Pietro Sangiorgio

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