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Mercoledì, 09 Maggio 2018 19:00

Le tipologie analogiche: EGO FEMMINA (donna), stimolata TRIANGOLO In evidenza

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TRATTO DA “Inside and Outside – Libro Secondo – Dentro le Tipologie"

Come sai, se hai letto i precedenti articoli, da bambini tutti assegniamo inconsciamente un ruolo ai genitori. Nei primi mesi di vita riconosciamo nel padre o nella madre colui o colei che non ha rispettato questo ruolo. Nell'infanzia della donna EGO FEMMINA viene istintivamente riconosciuta nella figura paterna il genitore conflittuale. Nella figura materna, invece, l'EGO FEMMINA vede il genitore "buono".

Non ha però conservato intatto l’aspetto “genitoriale”. Nel periodo dell’adolescenza sono intervenuti altri fattori a modificare la sua struttura psicologica. In particolare, prima dei 10-12 anni, ha sofferto perché delusa dal genitore materno.

Come ho già precisato innumerevoli volte, quando uso termini come: “delusione”, “conflitto” o altri simili apparentemente estremi, non intendo assolutamente il significato letterale che gli attribuiamo razionalmente. Parlo della percezione emotiva, un bambino può essere deluso da uno dei genitori anche solo perché non si è presentato alla recita di Natale delle elementari, per dire.

Per un adolescente invece, anche solo il fatto di restare a casa per punizione e non poter andare ad una festa ritenuta per lei importante, potrebbe essere motivo di delusione. Il fatto che da adulti le riteniamo delle sciocchezze purtroppo non cambia la percezione avuta in quel determinato momento. Quello che conta è la memoria dell’emozione provata.

Tornando alla futura ego femmina, qualsiasi sia stato il motivo che le ha fatto provare il sapore della delusione è dovuta crescere in fretta, sostenendosi psicologicamente solo con le sue forze. Dove il contesto lo ha permesso è cresciuta con un amico maschio che ha dovuto guardarsi bene dal giudicarla e contrastarla.

In questo periodo da crisalide è ribelle, arrabbiata con il mondo intero, si aggancia spesso a elementi egocentrici, egoisti, narcisi che le fanno provare l’abbandono e la frustrazione, cerca nel genitore materno quello che non è riuscita ad ottenere da quello paterno, ma purtroppo non riesce soddisfare l’esigenza tensionale emotiva (scrivo descrivendo per eccesso, ovviamente l’intensità di questa esperienza varia da persona a persona ed è proprio questa intensità a regolare la qualità dell’ego)

Questo l’ha trasformata in EGO e si è creata intorno una barriera difensiva verso il mondo esterno. Puoi comprendere perché la Psicologia Analogica identifica sinteticamente i soggetti "Ego" con il "Cerchio".

Comunque, l’evoluzione ha fatto conservare alcuni tratti della sua condizione genitoriale, tra cui una certa conflittualità con gli uomini, che amplifica una significativa timidezza nei rapporti. Ha però affiancato anche una diffidenza verso i soggetti femminili, come a ricordo del rapporto non perfettissimo con il genitore materno.

Si ritrova oggi ad avere difficoltà di relazione e una vita dura anche se apparentemente tranquilla. La timidezza tende a bloccare le sue capacità seduttive ed è proporzionale all'intensità del conflitto che ha vissuto a suo tempo con suo padre.

Nelle relazioni affettive cerca di replicare la famiglia di origine, quasi a riviverne le tensioni. Ha quindi bisogno, come tutti i soggetti Ego, di un elemento esterno al rapporto (il terzo elemento per completare la famiglia di origine) che avrà un ruolo giudicante sul rapporto stesso. Questa figura di "regista" la ricercherà in un’altra donna, magari un'amica con la testa sulle spalle, ma in molti casi potrebbe essere la sua stessa coscienza a impersonare questo ruolo.

È determinante conoscere i meccanismi con cui l'Ego si relaziona con gli uomini. Sotto la spinta inconscia a replicare la triade famigliare, si coinvolge con un uomo trasgressivo e attende da altre un giudizio positivo sul suo comportamento.

Semplificando, nel rapporto di coppia vive un conflitto con sé stessa: nella sua parte logica teme il giudizio di altre donne o della sua coscienza, nella sua parte emotiva ricerca ardentemente la trasgressione per coinvolgersi affettivamente.

La timidezza nei rapporti con l'altro sesso è un rifugio da questo conflitto. È infatti moderata nel comportamento, anche se sotto cova un fuoco non lo lascia ad intendere e tende a reprimerlo con atteggiamenti riflessivi e pacati.

Gli uomini hanno per lei un ruolo gratificante e ricerca con loro un dialogo sereno. Entra in empatia facilmente pur conservando una minima conflittualità. Nel rapporto con gli amici non è trascinante né ama la competizione. Tende a dimostrare il suo valore in modo indiretto.

È molto sensuale e femminile, spesso molto attraente. Nelle relazioni affettive ha un suo modello di comportamento che cercherà sempre di dimostrare ed è in competizione con le altre donne di cui teme il giudizio. Non si relazionerà mai con una potenziale rivale ma solo con amiche che ritiene di basso profilo. In amore tende a coinvolgersi con uomini trasgressivi che la coinvolgono in esperienze fuori dall’ordinario.

Sa raggiungere degli obiettivi anche importanti e agisce per essere ammirata nei risultati. Insomma non è una figura paragonabile a una schermitrice, che cerca di colpire direttamente l'avversaria, ma ad una maratoneta che in una competizione dimostra di essere la più brava arrivando per prima al traguardo.

Ama desiderare più che possedere (è della distonia dell’essere). Il suo partner ideale non deve essere sempre disponibile per farla coinvolgere. Deve infatti avere l'opportunità di desiderarne la presenza per appagare la sua esigenza di sognare e desiderare. Un uomo che si nega, sarà più interessante di uno disponibile.

In base alla qualità dell’ego è sensibile ai complimenti e permalosa (molte di loro all’inizio devi trattarle da avere per creare empatia). Stimolata da esperienze fuori dall’ordinario. Timorosa del giudizio e competitiva con il sesso femminile, si circonda di amiche ritenute da lei di basso profilo. Ha molte “amicizie” di sesso maschile ma per gratificare il suo ego. Sceglierà come compagno di vita un maschietto rassicurante e terrà sempre pronto il trasgressivo per le sue fughe dalla triste realtà che si è creata.

Purtroppo finirà col vivere la sua vita con un uomo rassicurante e noioso che le permetterà in età avanzata di evitare lo spettro della solitudine, avendo sempre pronto all’occorrenza il trasgressivo di turno che difficilmente sceglierà come compagno per la vita, altrimenti non sarebbe più trasgressivo.

Stare con un uomo che non ama sarà per lei un male minore che stare da sola, compensando la noia della relazione con abbondanti dosi di dolci e alcolici e altre compensazioni.

La donna Ego Femmina la riconosci subito, molto femminile, capelli quasi sempre lunghi, unghie curate e atteggiamento vistoso, elegante, insomma è l’emblema della femmina. A seconda del tipo di conflittualità vissuta con il padre, la qualità dell’ego cambia la sua vistosità nell’abbigliamento e negli accessori, anche quelli più personali, tipo piercing, tatuaggi, ecc.

In periodi più o meno lunghi di stress emotivo, l’aspetto e parte dell’atteggiamento potrebbero ingannare. Le tipologie Ego sono comunque legate alla conflittualità precedente di cui trattengono parte dell’atteggiamento ed appunto in periodi particolari potrebbero evidenziarne i tratti e porti in inganno.

Stimolata dall’atteggiamento “triangolo”, sua immagine ideale; può essere coinvolta in giochi con altre donne, anche se la sua fantasia ricorrente è fare l’amore con due uomini (la maggior parte di loro non lo ammetterà mai apertamente). Magari con uno rassicurante e l’altro trasgressivo. Soffre di bassa autostima ma ostenta l’opposto. Soffre l’ansia e sotto stress emotivo è apparentemente depressa.

Ha una gestualità molto tipica e mentre ragiona, per enfatizzare, unisce spesso pollice e indice come per formare un cerchio e sotto tensione tende a puntare il dito indice. Spesso, nel dialogo, esprime concetti, utilizzando parole tipiche degli EGO, come "chiuso", "scuro", "profondo", "dentro", "intorno". Le sue mani sono spesso sui fianchi e tocca gli oggetti con la punta delle dita, senza avvolgerli.

Seduta a un tavolo, mentre ascolta una conversazione, si troverà spesso a sostenere il mento con la mano, con le dita allungate a contratto della guancia.

Ha una stretta di mano avvolgente ma non offre mai il palmo della mano al contatto. Con questa gestualità il suo inconscio esprime al mondo il conflitto che vive con sé stessa, inutile cercare di evitarlo razionalmente: sarà sempre riconoscibile nei momenti di tensione.

Frequenta persone che le forniscono aiuto, si sostituiscono a lei nei compiti, magari mettendole una mano sulla spalla o sul braccio nell'atto di offrire sostegno e protezione.

Non gradisce che altri le indichino soluzioni, preferisce fare di testa sua, a meno che non si offrano come soluzione. Chi accusa o assume comportamenti duri la lascia indifferente. Se il suo partner sarà molto severo correrà il rischio di destabilizzarsi emotivamente.

Coloro che si sostituiscono spesso a lei nei compiti e tendono a proteggerla, entreranno facilmente nella sua parte emotiva e avrà tendenza a seguirli e a dipendere da loro.

ego femmina donna

Tanto altro ancora sulla tipologia “Ego Femmina” e le altre tipologie, lo leggerai su “Inside and Outside – Libro Secondo - Dentro le Tipologie”.

Nota: se hai letto “Inside and Outside – Libro Primo - Comunicare dentro e fuori” potresti notare delle apparenti incongruenze, questo perché in questo secondo volume si analizzano le tipologie più in profondità e secondo i vari aspetti emotivi dell’individuo. Sicuramente incontrerai dei termini nuovi che per il momento ti potrebbero sembrare incomprensibili. Seguendo gli articoli che pubblicherò di seguito e magari leggendone altri pubblicati in precedenza sarai sempre più illuminato.

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 LA COMUNICAZIONE ANALOGICA, IPNOSI DINAMICA, FILOSOFIA ANALOGICA E FISIOANALOGIA SONO UN'ESCLUSIVA DELL'ISTITUTO DI PSICOLOGIA ANALOGICA E DI IPNOSI DINAMICA CID CNV, FONDATO DA STEFANO BENEMEGLIO NEL 1978. (www.istitutopsicologiaanalogica.it)

LE POCHISSIME NOZIONI DI PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA (PNL) SONO UN'INIZIATIVA DEL RELATORE, LA COMUNICAZIONE ANALOGICA E' UNO STRUMENTO POTENTISSIMO CHE GIA DA SOLO DA RISULTATI ECCELLENTI.


 

Pietro Sangiorgio

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