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Martedì, 21 Novembre 2017 09:07

Genesi di una relazione (tratto da "Inside and Outside") In evidenza

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(Estratto del libro "Inside and Outside")

L’espressione “relazione” spesso si riferisce al rapporto che intercorre tra due persone e questa potrebbe essere basata sui sentimenti come l’amore o l’amicizia. In questo manuale io mi riferisco alle relazioni sociali intese come interpersonali, in ogni contesto umano: dai rapporti di amicizia, alla famiglia a qualsiasi forma di aggregazione umana.

Tutti abbiamo bisogno di incontrare persone e di stare insieme, amici con i quali condividere preoccupazioni, progetti, esperienze, di parlare e di essere ascoltati. Insomma per l’essere umano la comunicazione è una componente essenziale. Ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio è un portatore di messaggi.

Purtroppo non tutte le relazioni sono facili e spontanee, in particolare al giorno d’oggi. Siamo bersaglio di continue stimolazioni dall’ambiente che ci circonda, come i media, i social, le stesse persone che ci circondano che a loro volta come noi sono bersaglio degli stessi stimoli. Come avrai ormai compreso leggendo i paragrafi precedenti l’essere umano è appunto gestito dagli stimoli che riceve; quindi, come gestire una relazione con tutti questi stimoli che arrivano da ogni parte?

Si dice che vedendo una persona per la prima volta, spesso la prima impressione è quella che conta e, secondo uno studio, a quanto pare è davvero così. Questa prima impressione è così potente che ci fa ignorare qualsiasi cosa di cui verremo a sapere o ci verrà detta di quella persona. Questo perché quando emettiamo un giudizio, poi è difficile convincerci che ci eravamo sbagliati.

Ovviamente ti parlo per statistica e purtroppo in Italia per la maggior parte le persone funzionano così. Ti sto parlando dell’ignoranza funzionale, che secondo un’indagine svolta da OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) il nostro bel paese è al vertice della classifica tra i paesi europei per percentuale di analfabeti funzionali. Ti spiego brevemente che cos’è un analfabeta o se preferisci ignorante funzionale, non mi dilungo troppo perché in questo manuale non ti parlo di questo, mi limito a darti le informazioni necessarie limitandomi al nostro paese.

Un ignorante funzionale è un individuo che pur essendo culturalmente “studiato” con tanto di laurea appesa alla parete, non è in grado di comprendere un libretto di istruzioni di un cellulare, non riesce a risalire ad un numero di telefono contenuto in una pagina web se si trova in corrispondenza del link “Contattaci”, giudica il contenuto di un articolo dal titolo e credono a qualsiasi cosa venga detta o scritta dai media e da fonti “ufficiali”. Questo fenomeno, come scritto sopra, non riguarda solo gli individui poco acculturati, ma si estende spesso anche a chi ha frequentato percorsi universitari e, mi scoccia moltissimo dirlo, anche a molti degli stessi insegnanti.

Purtroppo questi individui sono incapaci di ricostruire ciò che hanno appena ascoltato, letto, o guardato in tv e sul computer. In pratica gli sfugge la relativa complessità della realtà, colgono solo barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva.

Il marketing moderno di questa piaga ne ha fatto un business, io stesso per la mia azienda preparo piani di marketing mirati all’ignoranza funzionale. Sono pessimisti, giudicanti, ma soprattutto non se ne rendono conto… e questo è molto peggio. Purtroppo la maggior parte degli italiani oggi è così, basta guardare come è organizzato il governo oggi al momento della stesura di questo testo.

Ti starai chiedendo perché ti parlo dell’ignoranza funzionale. Come ti ho accennato qualche riga fa, il moderno marketing sfrutta questo problema per vendere prodotti e servizi, si fanno presentazioni ad hoc studiate nei titoli e titoletti, con la suddivisione del testo per rendere leggibile la parte che interessa e si scrive in blocco la parte che il potenziale acquirente non deve comprendere. In questo modo l’ignorante funzionale legge i titoli, i titoletti, la parte del testo creata per guidare il cliente all’acquisto. Le relative avvertenze o informazioni legali scritte in blocco, l’ignorante funzionale ovviamente non le leggerà mai.

I titoli, i titoletti e il testo suddiviso (per intenderci, in modo simile all’impaginazione di questo manuale), vengono scritti con argomenti che enfatizzano i disagi del potenziale acquirente legati al prodotto o servizio in vendita. L’ignorante funzionale si aggancia coinvolgendosi tramite i suoi pregiudizi e le sue credenze inculcate dagli stimoli che riceve tutti i giorni dall’ambiente che lo circonda e acquista il prodotto quasi come ipnotizzato, senza curarsi di leggere le informazioni in blocco che contengono probabilmente le informazioni e le avvertenze più importanti.

Spero di averti dato un’idea di come funziona la mente di un ignorante funzionale e non mi dilungo oltre perché questo fenomeno per essere argomentato a dovere necessiterebbe di più pagine e probabilmente di un manoscritto dedicato, se l’argomento ti interessa puoi sempre documentarti tramite degli appositi testi e filtrando a dovere i documenti che si trovano in rete.
Ti ho voluto parlare di questo argomento in quanto ha un ruolo importante nelle relazioni. In particolare all’inizio, sto parlando della sopracitata prima impressione. Come nel marketing anche nei rapporti sociali bisogna presentarsi in modo adeguato.

Se ad un colloquio di lavoro ti trovi come reclutatore una persona che come detto prima giudica l’articolo dal titolo, allora sicuramente guarderà il tuo abbigliamento, il tuo aspetto se hai orecchini, anelli, ecc. e probabilmente le tue capacità lavorative passeranno in secondo piano. Se sei una donna la cosa può solo peggiorare.

Se nell’ambito del lavoro oggi le aziende più importanti si stanno organizzando, formando dei reclutatori in campo comunicativo e psicologico, nel sociale la cosa è un po' più grave perché ognuno giudica secondo il proprio standard e la propria percezione.

Perdonami il lungo discorso introduttivo che apparentemente sembrerebbe non essere pertinente. In realtà l’ignoranza funzionale rovina molte relazioni interpersonali, la maggior parte delle volte proprio sul nascere delle stesse.

Quando conosci una persona nuova, questa si crea un’immagine di te di cui la maggior parte delle volte è completamente sbagliata, perché organizzerà le informazioni visive ed uditive con un suo schema e allora avrà delle stimolazioni positive o negative, ma saranno stimolazioni create da sé e nella peggiore delle ipotesi non ti permetterà neanche di avvicinarti.

Questo perché l’ignorante funzionale percepisce le persone nello stesso modo in cui percepisce le notizie e gli input provenienti da fonti esterne. In pratica il tuo abbigliamento è per lui come il titolo di un articolo, i tuoi accessori sono come i titoletti e così via, le tue parole sono per lui l’equivalente del testo scritto. Quindi, se usi parole equivalenti al testo scritto in blocco, percepirà solo barlumi della conversazione e interpreterà a modo suo il tuo discorso e quindi lo organizzerà nei suoi pensieri in base al suo schema da ignorante funzionale.

Ma come puoi evitare che una persona che non ti ha mai visto prima abbia una buona impressione la prima volta che ci parli? Non puoi sapere se il tuo interlocutore è un’ignorante funzionale oppure no, osservando le statistiche il rischio è molto alto. Puoi scoprirlo solo osservando il suo atteggiamento e iniziando una conversazione, qui ti aiuta moltissimo conoscere le dinamiche della comunicazione analogica.

L’ignoranza funzionale e quindi le credenze, i valori e tutto quello che ne concerne, crea il codice morale dell’individuo. La buona notizia è, che questo è puramente razionale, in pratica è uno schema di comportamento che ogni individuo adotta in base ai vari contesti in cui è coinvolto nel corso della sua quotidianità.

Questo però non impedisce alla parte emotiva di ricevere gli stimoli giusti per poter interagire con essa e comunicare con lei in modo adeguato. Ricordi la citazione alla fine del paragrafo due della prima parte? In quel paragrafo ti parlo appunto della Comunicazione non Verbale, “La logica afferma ciò che l'inconscio nega... e viceversa”. Questa citazione per te deve diventare un mantra quotidiano.

La parte emotiva o, se preferisci, l’inconscio è il protagonista indiscusso della comunicazione non verbale. Attraverso esso, quindi con il suo atteggiamento, l’individuo comunica le sue credenze, i suoi valori e quanto scritto prima, e così tutti i suoi timori, le sue insicurezze, le frustrazioni e i disturbi del comportamento in senso generale.

Come ho scritto al paragrafo sei della seconda parte di questo manuale “I pilastri della seduzione”, la seduzione è la base portante di ogni relazione, non deve necessariamente essere di natura sentimentale, per iniziare una relazione di qualsiasi tipo devi necessariamente sedurre il tuo interlocutore. Di seguito ti illustrerò le varie fasi del processo di “seduzione” per iniziare positivamente una relazione interpersonale di qualsiasi tipo.

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