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Lunedì, 27 Novembre 2017 15:54

I pilastri della seduzione In evidenza

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Nel linguaggio comune per seduzione si intende il processo con cui una persona ne induce un’altra a intraprendere una relazione di natura sentimentale o sessuale. Questo concetto è espandibile praticamente a qualsiasi settore della vita, nel sociale, nel lavoro, nel tempo libero.

La seduzione è come una lama sottile mai evidenziata ma costantemente presente in ogni relazione umana; essa permette l’attivazione del coinvolgimento emotivo nei confronti di cose, persone, idee.

Il concetto di seduzione assume nella psicologia comportamentale un significato molto più ampio del semplice e limitativo concetto di seduzione sessuale; qualsiasi fonte di stimolazione che suscita nell’individuo un senso di piacere rappresenta un atto seduttivo.

Quando decidi di acquistare un oggetto piuttosto che un altro, sei stato sedotto da ciò che hai acquistato, idem quando scegli gli amici con cui passare il tuo tempo libero e così via…

Ma cosa ci succede in realtà, questo processo viene innescato dai nostri pensieri? Cosa ci fa scegliere e desiderare il nostro oggetto del desiderio?

I pilastri della seduzione poggiano sulle fondamenta della comunicazione umana; è pertanto necessario comprendere le reali possibilità applicative delle tecniche che ti andrò ad esporre in questo blog e nel libro "Inside and Outside". Approccio, Empatia, Sintonia, Persuasione. Quattro fenomeni applicabili in qualsiasi contesto, nel sociale, nel lavoro e in campo sentimentale.

Come già scritto nella prima parte dell’opera "Inside and Outside", comunicare non significa solo informare; ogni atto comunicativo definisce anche una natura di relazione tra i protagonisti. Ogni individuo che intraprende una interazione comunicativa si pone un obiettivo e quindi ha delle aspettative da parte dell’interlocutore; comunicando in maniera corretta emette un segnale che influenza il comportamento del ricevente che fa qualcosa che non avrebbe fatto senza il suo intervento.

Saltando l’approccio (argomento già descritto nella prima parte del libro), per creare empatia, sintonia e poi persuasione, abbiamo bisogno di sapere che le nostre azioni e le nostre scelte sono solo apparentemente logiche; esse sono costantemente al servizio del bisogno energetico emotivo. Per avere successo dovrai agire su questi bisogni o meglio sulla interpretazione data dall’interlocutore dei fatti e delle cose che li hanno prodotti.

Nella prima fase, per intenderci dopo la presentazione, esiste solo la realtà soggettiva espressa dall’interlocutore, non deve esistere nessuna realtà oggettiva, tanto meno alcuna interpretazione o esigenza personale da parte tua. Ad esempio: dopo aver conosciuto una persona, questa ci racconta i suoi insuccessi facendoti comprendere che ha una visione pessimistica della vita, devi solo confermare il suo pensiero e quindi alimentarlo e amplificarlo, se non lo fai, non avrai alcun accesso alla sua parte emotiva.

È questo uno dei concetti fondamentali della comunicazione emotiva. Le esigenze emotive sono in netta contrapposizione con quelle razionali, proprio questa conflittualità crea la tensione necessaria per vivere. Questo determina costantemente nell’individuo l’esigenza di desiderare tutto ciò che non si può facilmente possedere o possedere tutto ciò che non si desidera.

Quindi, se non carichi il desiderio nel tuo interlocutore e permetti un pieno possesso di te stesso non è di alcuna utilità energetica. Infatti, quando ciò avviene, non sei più fonte di stimolazione, non susciti più emotività e quindi interesse. Nel prossimo paragrafo ti parlerò delle energie tensionali e nella terza parte dell’opera e ti spiegherò le strategie necessarie per evitare questo.

La seduzione è uno strumento che permette di acquisire un grosso potere di persuasione, di convinzione o, per meglio dire, consente di agire sul comportamento dell’interlocutore. Oltre ad essere uno strumento per chi la usa è una necessità per tutti gli individui, in quanto rappresenta una valvola di scarico per tutto ciò che si presenta ostile, vincolante, problematico, quindi per tutto ciò che viene vissuto come frustrazione o desiderio non appagato.

Voltair

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